Rifugiati
Idee e realtà a confronto

Iniziare

A proposito


L’ignoranza dei fatti costituisce un terreno fertile per i pregiudizi.
Quest’opuscolo vuole mettere a confronto i pregiudizi e la realtà dell’asilo in Svizzera. L’obiettivo è di esortare ognuno di noi ad assumere un atteggiamento critico di fronte alle informazioni, talvolta sbagliate, che circolano sui rifugiati. E a combattere l’intolleranza.
Ulteriori informazioni sono disponibili su www.asile.ch/ pregiudizi

Vivre Ensemble ringrazia tutte le persone che hanno reso possibile questa pubblicazione  :
Yves Brutsch, Jacques Mentha, Jacques Foëx e Alain Bolle che hanno creduto nel progetto e lo hanno difeso; coloro che hanno dato il loro contributo ai contenuti : Ambroise Héritier, dal sapiente uso della matita, tutta l’équipe del settore rifugiati del CSP di Ginevra e in particolare Lucine Miserez-Bouleau, Susin Park e Pascal Schwendener dell’HCR, Géraldine Puig e Selim Neffah del CODAP, Kushtrim, Liridon e Nicolas dell’Ecole de culture générale Jean Piaget, André Kuhn, professore di criminologia. Per la versione italiana, Enrico Bernardi e Alberto Campi.


Vivre Ensemble, associazione romanda per la difesa del diritto d’asilo, pubblica anche una rivista d’informazione e di analisi critica sulla problematica dei rifugiati in Svizzera. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Vivre Ensemble: www.asile.ch

Coordinazione e redazione: Sophie Malka
Responsabile del progetto “Comptoir des médias”: Cristina Del Biaggio
Comitato di redazione : Nicole Andreetta, Sophie Hodel, Françoise Jacquemettaz,
Fatxia Ali Aden, Nora Bernardi, Raphaël Rey, Marie-Claire Kunz, Danielle Othenin-Girard
Traduzione: Nora Bernardi, Cristina Del Biaggio, Chiara Guerzoni
Illustrazioni: Ambroise Héritier
Grafica: www.l-artichaut.ch
Copyright: Vivre Ensemble, settembre 2014

CONTATTO (FR/ITA)
Vivre Ensemble
Casella postale 171, 1211 Ginevra 8
+41 22 320 60 94, vivre.ensemble@asile.ch
Quest’opuscolo è distribuito anche da Amnesty International:
+41 91 966 34 74, ufficioregionale@amnesty.ch


Glossario


Richiedente l’asilo (permesso N)
Chi ha deposto una domanda d’asilo ed è in attesa di ricevere una risposta.

Rifugiato riconosciuto (permesso B di rifugiato riconosciuto)
Persona che, al termine della procedura d’asilo, ha ricevuto lo statuto di rifugiato, definito dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Questo statuto si applica a ogni persona che, « avendo il giustificato timore d’essere perseguitata per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato. » (art. 1).

Ammissione provvisoria (permesso F)
È la protezione offerta alle persone che non ottengono lo statuto di rifugiato, ma il cui rinvio è « illecito », « inesigibile » o « impossibile » perché metterebbe in pericolo la loro vita. Si tratta di situazioni di guerra o violenza indiscriminata, di casi di persone molto vulnerabili, o che rischiano di essere condannate a morte o torturate. L’ammissione provvisoria non è definita come un vero e proprio statuto di protezione, né è legata ad un’autorizzazione di soggiorno come nell’Unione Europea, dove è chiamata « protezione sussidiaria ».


Richiedente l’asilo respinto
Persona che ha ricevuto una risposta negativa alla sua domanda d’asilo ed è quindi obbligata a tornare nel proprio paese.

NEM (Non Entrata in Materia)
Acronimo che indica la decisione delle autorità di scartare una domanda d’asilo senza esaminare le motivazioni di fuga invocate dalla persona che chiede protezione. Queste decisioni riguardano le persone che sono arrivate in Svizzera transitando da uno Stato firmatario dell’accordo di Dublino (NEM Dublino), da uno Stato terzo definito « sicuro » dalle autorità elvetiche, o la cui domanda è considerata «palesemente infondata ».

Sans–papiers
Persona che soggiorna in Svizzera senza uno statuto legale.


Sostenitori

 

soutien italien

unhcr2

Invasione??

Qual è la percentuale della popolazione residente in Svizzera legata alla legislazione sull’asilo?

  • 12,3%?
  • 5,2%?
  • 2,1%?
  • 1,4%?

Corretto. Sommando il numero delle persone che hanno depositato una domanda d’asilo, di quelle che hanno ottenuto lo statuto di rifugiato (permesso B) o l’ammissione provvisoria (permesso F) e di coloro che si trovano in procedura di rinvio, si raggiunge appena l’1,4 % della popolazione.

  • 23’093: è la media annuale delle domande d’asilo inoltrate in Svizzera da 20 anni, con degli alti e dei bassi: 47’513 domande nel 1999 e 10’795 nel 2005. Nel 2016 sono state depositate 27’207 domande.

  • Le persone legate alla legislazione sull’asilo rappresentano circa il 5,5% delle persone straniere che risiedono in Svizzera permanentemente.

Fonti: statistiche 1996 -2016,  Segreteria di Stato della migrazione (SEM)

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Libertà di scelta??

Immagina di vivere in una Svizzera ipotetica, dove è in corso una guerra civile. Parlare italiano è diventato un reato. A causa delle tue idee, sei stato licenziato/a e ti hanno portato via la casa. Tu e la tua famiglia rischiate di essere incarcerati se osate criticare il governo.

Cosa fai?

In Svizzera, la maggior parte degli uomini, delle donne e dei bambini che inoltrano una domanda d’asilo proviene da paesi governati da regimi autoritari, dove guerra e violenza sono all’ordine del giorno, come in Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Eritrea. I rifugiati fuggono da persecuzioni politiche, religiose o etniche. Per questa ragione, devono essere protetti.

  • Nei paesi dell’Unione Europea, le persone che scappano dalla guerra e dalle violenze, ma che non possono dimostrare una persecuzione personale, non ottengono l’asilo, ma una protezione sussidiaria, che garantisce loro quasi gli stessi diritti dei rifugiati riconosciuti. In Svizzera, invece, queste persone ricevono una decisione di espulsione. Se poi l’esecuzione della decisione non è “possibile”, “ammissibile” o “ragionevolmente esigibile” (art. 83 LStr), perché metterebbe in pericolo la vita della persona, viene concessa un’”ammissione provvisoria” – statuto giuridico precario e con diritti limitati.

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Abusi??

Più del 70% dei richiedenti l’asilo il cui dossier è esaminato dalla Svizzera riceve una protezione a causa del pericolo di persecuzione che corre nel proprio paese d’origine.

  • Vero
  • Falso

E’ vero!

Nel 2015, la Svizzera ha riconosciuto un bisogno di protezione nel 75% dei casi in cui ha esaminato i motivi d’asilo, accordando l’asilo (permesso B – rifugiato) o l’ammissione provvisoria (permesso F). Ciononostante, secondo le statistiche ufficiali 2016, i rifugiati riconosciuti sarebbero solo il 23%. Perché?

1) Le ammissioni provvisorie (26%) sono state contate come decisioni negative. Eppure, riconoscono un bisogno di protezione*;

2) 36% delle domande sono state scartate senza esaminare i motivi d’asilo, con decisioni di Non Entrata in Materia (NEM). Le NEM gonfiano artificialmente il numero delle decisioni negative.

  • Come i casi di Non Entrata in Materia, anche le ammissioni provvisorie sono contate tra le decisioni negative. L’ammissione provvisoria è concessa se la situazione nel paese d’origine rende illegale l’esecuzione del rinvio (guerra o situazione di violenza). In quanto alle NEM, la maggior parte delle decisioni sono motivate dal fatto che prima dell’entrata in territorio svizzero, il richiedente ha attraversato uno Stato “sicuro”. Questo significa che i motivi della fuga devono essere esaminati da questo Stato terzo, e non che la domanda d’asilo è in sé ingiustificata.

* Nota: Dal 2015, la SEM propone nelle sue statistiche un tasso supplementare: il “tasso di protezione”. Quest’ultimo addiziona le persone che ottengono l’asilo e coloro che ottengono un’ammissione provvisoria. La SEM ottiene un tasso di protezione del 49% per il 2016.

Fonte: statistiche 2016, Segreteria di Stato della migrazione (SEM)

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Bugie??

Hai 5 minuti per lasciare per sempre il tuo appartamento. Quali sono i tre oggetti che porti con te ?

  • Documenti
  • Cibo
  • Vestiti
  • Soldi
  • Carta geografica
  • Medicinali
  • Cellulare
  • Foto di famiglia

La maggior parte dei rifugiati lascia il proprio paese in fretta e furia, abbandonando tutto ciò che possiede. Tuttavia, al momento dell’esame dei motivi d’asilo, gli elementi che servono a provare identità, età, impegno politico o religioso, legami di parentela e il percorso seguito durante la fuga sono determinanti per l’esito della domanda.

  • In teoria, per il richiedente l’asilo è sufficiente rendere “verosimile” la persecuzione subita. Tuttavia, nella pratica, spesso la verosimiglianza è negata a causa della mancanza di prove e la domanda è respinta.

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Emergenza??

Immagina che un gruppo di terroristi attacchi la tua città. Tra attentati e saccheggi, la tua casa è incendiata e le autorità hanno perso il controllo della situazione. La tua unica possibilità è la fuga.

Dove vai?

Nel cantone vicino? Come te, i 2/3 delle persone costrette a lasciare la propria casa si “rifugiano all’interno del proprio paese. L’80% di coloro che invece fugge all’estero trova riparo in uno stato confinante o nel quale risiedono dei famigliari. Il Sud del mondo accoglie l’80% dei rifugiati.

  • La Turchia e il Pakistan sono i paesi che attualmente accolgono il maggior numero di rifugiati (rispettivamente 2,9 e 1,4 milioni nel 2016, su un totale di 22,5 milioni – 2016). In tutto il mondo, le persone sfollate all’interno del proprio paese sono 41,3 milioni (“rifugiati interni”).

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Profitto??

Riusciresti a vivere con 10 franchi al giorno?

  • No

In alcuni cantoni le persone la cui domanda è stata respinta, o che sono oggetto di una decisione di Non Entrata in Materia, non ricevono aiuti finanziari ma solo pasti pre-riscaldati e un letto nei rifugi della protezione civile. I più “ fortunati ” ricevono 10 franchi al giorno per nutrirsi e far fronte a tutti i loro bisogni. Non hanno il diritto di lavorare. Questo sistema è definito “ aiuto d’urgenza”.

  • In Svizzera, il minimo vitale è fissato a 986 franchi al mese*. I richiedenti l’asilo ricevono in media la metà di questa cifra.
    * L’assistenza sociale versata ai cittadini svizzeri e ai residenti in stato di bisogno, secondo le norme della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (2015).

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Ozio??

Lavoro su chiamata, contratti precari, salari molto bassi… o nessun lavoro.

Chi approfitta di chi?

Le persone che depongono una domanda d’asilo non possono lavorare per un periodo compreso tra i 3 e i 6 mesi dal momento del loro arrivo in Svizzera.

In seguito hanno accesso al mercato del lavoro in modo limitato. La priorità è data agli Svizzeri e ai residenti e di conseguenza occupano soltanto posti in settori limitati e raramente nell’ambito delle loro competenze. In caso di ottenimento dell’asilo o dell’ammissione provvisoria, gli anni d’esperienza persi frenano il loro inserimento professionale, l’indipendenza finanziaria e l’integrazione. Se la domanda d’asilo è respinta o viene decisa una Non Entrata in Materia, l’autorizzazione di lavoro è revocata.

  • In media, l’2,5% dei richiedenti l’asilo e il 30% delle persone ammesse a titolo provvisorio lavoravano in Svizzera nel 2015. Sono sovrarappresentati in impieghi poco qualificati e mal retribuiti, in settori dove gli Svizzeri sono poco numerosi. Dal loro salario, oltre all’AVS, all’AI, all’Assicurazione contro la disoccupazione e alle imposte, è detratta una tassa speciale del 10% per una durata di 10 anni.

    Fonti: statistiche della SEM e dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)

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Criminalità??

Sei più alto di 175 cm?

  • No

Se misuri più di 175 cm, allora fai parte della categoria di popolazione più rappresentata nelle statistiche della criminalità. Infatti, l’85% delle condanne penali concerne uomini e la maggior parte delle persone più alte di un metro e 75 sono uomini. Ma ovviamente non è la statura il fattore che spiega la criminalità! Le principali variabili coinvolte sono nell’ordine: il sesso, l’età, il livello socio-economico e la formazione. La nazionalità non è di per sé una variabile significativa.

  • Un giovane svizzero di sesso maschile, povero e con un basso livello d’istruzione ha le stesse probabilità di commettere un crimine di un coetaneo straniero nella medesima situazione socio-economica. Gli stranieri sono sovrarappresentati nelle quattro categorie a rischio (giovani – maschi – poveri – poco istruiti) e di conseguenza lo sono anche nelle statistiche della criminalità. In altre parole, come variabile esplicativa del fenomeno criminale, la nazionalità non è più pertinente della statura.
    Fonte: André Kuhn, “Comment s’explique la surreprésentation des étrangers dans la criminalité ?”, Vivre Ensemble Hors-Série # 1, marzo 2013

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Detenzione??

In quali paesi puoi essere detenuto/a senza aver commesso nessun delitto?

  • Coreae del Nord
  • Eritrea
  • Afghanistan
  • Svizzera
  • Cuba

In tutti. In Svizzera la legge permette di incarcerare gli stranieri in situazione irregolare che non hanno commesso nessun delitto penale, per una durata massima di 18 mesi e in attesa di rinvio. I minori tra i 15 e i 18 anni possono essere detenuti fino ad un anno.

  • La detenzione amministrativa ha lo scopo di assicurare l’esecuzione della decisione di rinvio. Tuttavia, oltre i tre mesi, il tasso di rinvii diminuisce drasticamente.
    La misura è dunque inefficace sul lungo termine e il costo per i cantoni è esorbitante: 200 franchi al giorno per persona, 22 milioni di franchi l’anno, rimborsati dalla Confederazione. In questo momento, Berna si prepara a raddoppiare il numero di posti di detenzione e, di conseguenza, i costi.
    Fonti: Pianificazione globale per il riassetto del settore dell’ asilo (18 febbraio 2014) e Rapporto della Commissione di gestione del Consiglio nazionale (2005)

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Asilo: diventa un esperto!?

Sei arrivato alla fine del quiz, bravo!

Se sei rimasto sorpreso da almeno una delle risposte, vuol dire che questo esercizio è stato utile.
Fai provare il quiz anche ai tuoi amici: parteciperai alla lotta contro i pregiudizi in materia d’asilo.

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Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

Art. 14, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948)